AILATI AlessioZemoz

Alessio Zemoz, landscape

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artista: Alessio Zemozproduzione: progettoSKIAa cura di: Alessio Zemoz

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Uno studio sull’illuminazione artificiale e sulle forme di (r)esistenza della vita e della fotografia in Villeneuve, un villaggio alpino della provincia di Aosta.

Nel periodo compreso tra il 1971 e il 1979, Luigi Ghirri, uno dei più influenti fotografi italiani, lavorò contemporaneamente a diversi progetti che, concepiti come una struttura aperta, avevano a che fare con lo studio del paesaggio urbano e naturale basato sull’analisi delle ambiguità e delle contraddizioni della realtà, superando le finalità documentaristiche del linguaggio fotografico. Uno di questi progetti prende il nome di “Italia ailati”. Sulle foto del progetto “Italia ailati”, Ghirri si esprimeva così: “Ho fotografato oggetti definiti Kitsch, perché in essi spesso si legge dello scarto e della differenza tra la copia e il vero, tra il passato e il desiderio della sua immagine al presente. Seguendo poi l’etimologia della parola [kitsch], e i significati inizialmente propri al termine e cioè la variazione di scala, duplicazione, non vero, ripetizione identica, ideologia dell’analogo, non si potrebbero anche catalogare come inevitabile Kitsch tutte le fotografie?”.

Nel 2014, ispirato dal lavoro di Ghirri, l’autore realizza AILATI: studio sulla “doppia” identità di Villeneuve (cittadina alla periferia di Aosta), dove l’autore oggi vive, attraverso l’esplorazione del paesaggio in orari notturni, dell’effetto dell’illuminazione artificiale sulle forme e sulle cose, come una sorta di verifica delle tracce residuali, là fuori, della (r)esistenza della vita e della fotografia. Uno studio sulla luce e sul colore attraverso la visione amplificata dalla macchina, toni e atmosfere che non esistono e che eppure sono sempre là, a fare da contrappunto alle laboriose giornate di affaccendamento quotidiano. L’attenzione, dunque, è focalizzata su dettagli di medie dimensioni di un paesaggio che abita AILATI della strada, AILATI della vita, al limite estremo di una nazione, in una regione incastrata tra le più alte cime dell’Europa, che pare sempre più geograficamente, politicamente e culturalmente (auto)segregata AILATI. Questo progetto, dunque, risulta essere una metafora efficace dell’esistenza contemporanea, avvolta in una sorta di dolce alienazione che si respira nelle atmosfere fresche e pure di questi straordinari territori. AILATI esprime in sé il senso del progetto: ITALIA al contrario, luce al contrario, paesaggio al contrario, verità al contrario, fotografia al contrario e, se possibile, forse anche vita al contrario.