Fotografie poco segnanti che non dicono niente e che neanche parlano d’altro, ovvero: è tutto una ruota che gira.
“Claude Bernard aveva ragione, il terreno è tutto, il microbo è nulla” L. Pasteur
In questo universo accadono cose strane e, alla gente, le cose strane è bene fargliele conoscere. È bene fargliele conoscere con grazia e sincerità. E a proposito delle cose strane che accadono in questo universo e che alla gente è bene far conoscere dico questo: andate via, non c’è niente da vedere! Non c’è niente da capire! Non c’è niente da ridere! Per il resto, SHAKIRA è brutta anti-new-fotografia (che non è neanche più fotografia) che non dice niente e che neanche parla d’altro: una sporca serie di immagini archeologiche buttate lì, traccia di un mondo che non fu e per questo, in futuro, mai più potrà essere. Per il resto: scoprire che in un’altra realtà si vive sottoposti a regole che non ci piacciono e che il mondo sta male. Non è vero niente! Bisogna osservare bene (ciascuno vedrà ciò di cui avrà bisogno), perché l’osservazione (passiva) deve rappresentare esattamente la natura: non è vero niente! la realtà non esiste! Queste fotografie non esistono! E non si torna indietro: le immagini non sono un luogo dove la fotografia comanda e né dove essa, morendo, mostra se stessa. Però, non bisogna neanche aver paura: siamo noi i creatori di questo universo. Ma che vi è al di là di ciò che ci appare per come ci appare? Verità: no. Ragione: no. Torto: probabilmente. Coscienza: con un po’ di fortuna. Libertà: dubbi al riguardo.
Haiku per precisare il concetto:
Guarda la fotografia, la fotografia, la fotografia!
Disse il fotografo:
è tutto una ruota che gira.
nota a margine
SHAKIRA (nome di una delle centinaia di mucche che sono portate al combattimento), insieme con i lavori TEQUILA (nome di una delle centinaia di capre che sono portate al combattimento) e OBAMA (nome di una delle centinaia di manzi che sono portati al combattimento), è l’ultimo di tre lavori che compongono la più ampia COMBAT TRILOGY: un progetto di ricerca artistica che esplora il tema della battaglia tra animali come evento identitario, tradizionale e costitutivo del patrimonio culturale materiale e immateriale dell’uomo contemporaneo che abita i territori della Valle d’Aosta.





















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