UN ARCHIVIO NEL MIO SPAZIO AlessioZemoz

Alessio Zemoz, diaristic mode, landscape, portrait

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artista: Alessio Zemoz | produzione: progettoSKIA | a cura di: Alessio Zemoz

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Diario di una vita possibile.

Il progetto “Un archivio nel mio spazio” rappresenta l’esito di una ricerca che, ponendosi in continuità con i precedenti esperimenti di fotografia diaristica proposti dallo stesso autore (vedi “StartWearingLife”), ha origine in un’estetica del racconto intimista ma che ritrova la sua ragione di essere in un orizzonte di senso più ampio. Esso, infatti, nasce dal desiderio dell’autore di esplorare in trenta giorni (consecutivi) di fotografia c.d. diaristica la propria “giovane” esistenza (in Valle d’Aosta) e riproporne un racconto per immagini capace di restituire uno spaccato di realtà (e forse non più di verità) di vita quotidiana. Inteso in parte come processo di monitoraggio periodico della propria esistenza e in parte come episodio di sperimentazione dei linguaggi della fotografia, questo progetto esprime una soluzione metodologica ed estetica tesa ad impreziosire la spesso apparente neutralità del quotidiano e allo stesso tempo (o forse proprio per questo) tesa ad interrogarsi sui canoni del linguaggio.

L’autore, infatti, si pone in una posizione di limine, di punto intermedio dal quale osserva la sua vita attraverso la tradizione della fotografia “documentale” e attraverso la percezione della mutazione inevitabile in corso, in sé, nella vita e nella sua fotografia. Che cosa sto guardando e che cosa sto vivendo? C’è una differenza tra le due? È sufficiente per convincersi che fin qui va tutto bene? E ancora: può un’immagine essere deliberatamente spontanea? Si può creare qualcosa di casuale in modo cosciente? Sempre pronto, dunque, a sorprendersi nei confronti delle aspettative estetiche che ripone sulla propria esistenza, l’autore si confronta con la complessità dietro la presunta trasparenza di vedute anti spettacolari, di luoghi o avvenimenti non straordinari, che nulla sembra legare eppure così intimamente in relazione. Sono le azioni e i momenti secondari che fanno immaginare la vita, aggrovigliata in una disperata lotta per non essere ripetitiva e banale: per trovare giorni irripetibili c’è bisogno di metodo.